sabato 29 novembre 2014

#iosostengolapiccolaeditoria - Appena nata ma piena di grinta letteraria: I DONI DELLE MUSE

Per l'iniziativa del blog Magla l'isola del libro a sostegno della piccola editoria oggi vi presentiamo la nuovissima casa editrice I DONI DELLE MUSE.




ABOUT


I Doni delle Muse Edizioni raccoglie tutte le pubblicazioni dell’Associazione Culturale omonima. Si tratta di una realtà non a scopo di lucro con finalità divulgativa rivolta tanto agli adulti quanto ai bambini, mirata alla riscoperta della cultura tradizionale e popolare e alla valorizzazione della letteratura classica, medievale e rinascimentale.  Ampio spazio destiniamo anche alla narrativa fantastica e storica, oltre alla riduzione di testi classici per bambini con un programma di diffusione culturale rivolto a scuole e biblioteche. La nostra attività divulgativa include presentazioni, conferenze, letture e lezioni/concerto.
Trovate informazioni sul nostro lavoro di ricerca sulle arti performative antiche qui: idonidellemuse.wordpress.com
Buongiorno a tutti, oggi presentiamo I Doni delle Muse, Associazione Culturale di Milano, con numerosi collaboratori e associati, otto scrittori pubblicati (e numerosi autori di racconti) e un catalogo di quattordici opere.

  1. Magla: Da quanto tempo operate nell'editoria?
    I doni delle muse: Nel campo dell'editoria da pochi mesi, ma la pubblicazione di libri è stata l'inevitabile conseguenza di un lavoro di studio e ricerca iniziato dieci anni fa. La nostra Associazione opera da sempre nel campo della divulgazione del teatro, della musica e della letteratura con particolare attenzione al periodo compreso tra Antichità e Rinascimento.
  2. M: Su che tipo di pubblicazioni vi siete specializzati?
    I: Ci occupiamo principalmente di quattro settori: letteratura fantastica, narrativa storica, romanzi d'avventura e adattamenti per bambini e ragazzi di grandi classici dell'epica e della poesia. Per scelta selezioniamo solo testi che mantengano un legame con i nostri campi di studio.
  3. M: Qual è il vostro pubblico di lettori, a chi vi proponete?
    I: Cerchiamo di avvicinare ai temi da noi trattati il pubblico più vario, senza preclusioni, attraverso un intenso lavoro divulgativo sotto forma di conferenze/spettacolo e interventi nelle scuole.
  4. M: Quanto puntate sulle pubblicazioni cartacee e quanto invece sugli ebook?
    I: Per ora ci siamo occupati soltanto di pubblicazioni cartacee, ma per il 2015 faremo sicuramente uscire alcuni dei nostri titoli sotto forma di ebook. Escludiamo la possibilità di pubblicazioni esclusivamente digitali: data la natura della nostra Associazione privilegiamo i rapporti diretti con il pubblico rispetto a quelli virtuali.
  5. M: Quanti titoli sono previsti in catalogo per il 2015 e quanti ne ipotizzate per il 2016?
    I: Di sicuro pubblicheremo almeno altri quindici titoli per il 2015, nove dei quali sono già stati scelti. Ma non ci precludiamo nessuna possibilità. Il 2016 invece è ancora lontano. Vedremo.
  6. M: Quali sono i problemi che incontrate come piccola CE nel mondo editoriale? In che modo li arginate o li risolvete?
    I: Dobbiamo dire che in realtà non abbiamo trovato particolari ostacoli, anzi, da quando abbiamo iniziato sono state tantissime le persone che ci hanno aiutati, hanno pubblicizzato le nostre attività e ci hanno seguiti. Anche il numero di persone che ci sostengono, acquistando i nostri titoli e pubblicizzandoli, continua ad aumentare. Tenete però presente che noi siamo un'Associazione no profit, pertanto non abbiamo gli obiettivi di crescita economica che, giustamente, hanno tutte le aziende. Il nostro è un obiettivo puramente divulgativo e artistico: nella realizzazione di questo non possiamo che dichiararci soddisfatti.
  7. M: La grande distribuzione è uno dei problemi che affligge le piccole CE: nelle librerie trovano sempre più spazio titoli delle major e sempre meno posto è dedicato ai volumi proposti dalla piccola editoria, così come la disponibilità per incontri e presentazioni. Avete trovato idee alternative a ciò?
    I: Anche in questo caso, le nostre difficoltà sono poche. A noi interessa soprattutto incontrare di persona il pubblico e divulgare la nostra attività, più che essere presenti in tutte le librerie. Presentazioni e incontri non hanno mai rappresentato un problema: forse perché siamo attivi e conosciuti sul territorio nel campo della musica e del teatro da circa dieci anni, di solito librerie, biblioteche e altri contesti culturali accolgono con entusiasmo i nostri incontri/spettacolo, in cui spesso eseguiamo musica dal vivo.
  8. M: Ritenete che internet sia un buon veicolo per la vendita dei vostri volumi? Vendete tramite il vostro sito o siete presenti anche nei maggiori store on line?
    I: In realtà vendiamo soprattutto in forma diretta. In ogni caso, i nostri libri sono disponibili in tutti gli store online.

  9. M: Quali ambiti intendete sviluppare tramite i mezzi informatici? In che aspetto internet è una risorsa per voi?
    I: Internet è senza dubbio un ottimo strumento pubblicitario e ne riscontriamo la grande utilità soprattutto per creare progetti con nuovi autori.
  10. M: Pensate di sperimentare canali alternativi di vendita, oltre alle fiere e presentazioni?
    I: Abbiamo sperimentato di tutto, ma accettiamo suggerimenti! Di sicuro i concerti e gli spettacoli, così come i laboratori artistici nelle scuole, hanno sempre rappresentato un ottimo momento per la vendita dei libri.
  11. M: I social network in che modo possono essere una risorsa per una piccola CE che non arriva a una distribuzione capillare dei suoi prodotti?
    I: Sono ottimi strumenti pubblicitari, ma non sostituiscono il contatto diretto con i lettori
  12. M: Parliamo ora dei rapporti con gli altri attori del mondo editoriale. Partiamo dagli scrittori: con che criteri selezionate i vostri autori? Pubblicate anche esordienti? Com'è impostato il rapporto CE-autori?
    I: Innanzi tutto, preferiamo avere a che fare con autori consapevoli che i nostri criteri di selezione sono connessi a un'idea artistica molto precisa, che si può conoscere attraverso le nostre attività e le nostre pubblicazioni. Desideriamo autori seri, motivati, che abbiano voglia di lavorare, consapevoli del fatto che avere scritto un romanzo rappresenta solo l'inizio del lavoro vero: l'editing, le presentazioni e la promozione. Purtroppo è raro riscontrare questa consapevolezza negli esordienti, che tuttavia non escludiamo a priori (abbiamo già messo sotto contratto due ottime autrici).
    Essendo una realtà rigorosamente non a pagamento, l'autore deve essere consapevole che l'utente finale è il lettore, che paga per leggere un testo curato nei minimi dettagli: nelle nostre pubblicazioni in nessun modo la cura del testo deve essere intesa come un servizio editoriale rivolto all'autore. Il testo viene sottoposto a un editing rigorosissimo a più livelli, fatto a quattro mani, i cui dettagli vengono discussi prima ancora della proposta del contratto. D'altra parte riteniamo che se non si condividono gli stessi obiettivi non sussistano i presupposti per la pubblicazione.
  13. M: Che rapporto avete con i blog letterari o lit blog? Pensate che possano influenzare il mercato editoriale e condizionare le scelte dei lettori? E se sì, ciò può essere una risorsa?
    I: I blog letterari sono indispensabili per farsi conoscere ai lettori. Sicuramente, una recensione o un'intervista possono incuriosire e portare all'acquisto di un libro. Da non sottovalutare inoltre il fatto che potrebbero essere mezzi anche per fare interessare ottimi scrittori all'attività della casa editrice.
  14. M: Adesso veniamo a uno dei tasti dolenti: gli Editori a Pagamento (Eap), secondo voi quali sono le ragioni per questo fenomeno, sempre più dilagante? Vi hanno tolto fette di mercato o sono due segmenti differenti, che non interagiscono tra loro?
    I: Vi darò una risposta poco popolare, ma la ragione principale per cui esistono le case editrici a pagamento è l'approccio che molti autori hanno nei confronti del proprio lavoro: non come creazione artistica (che in quanto tale deve sempre presupporre un rapporto con il pubblico), ma come strumento di vanità. La vanity press non può essere definita editoria: è una scorciatoia in cui i soldi sostituiscono una valutazione obiettiva del lavoro svolto. Non si pubblica, si acquistano servizi.
    La pubblicazione nasce dall'incontro tra un editore, un autore e un terzo elemento imprescindibile: il lettore. Un incontro che presuppone una volontà di lavorare insieme per creare qualcosa di migliore rispetto al testo grezzo presentato dall'autore. Nella vanity press questo rapporto è depauperato del terzo elemento e la relazione si sviluppa esclusivamente tra editore (venditore) e autore (cliente finale).
    Il vero problema che la massiccia diffusione della vanity press ha portato con sé è che per tanti, troppi, pubblicare con una casa editrice free (ovvero con una casa editrice normale) significa semplicemente ricevere servizi gratuiti: vanity press gratuita. Inutile dirvi che noi scartiamo immediatamente questa tipologia di autori.
  15. M: E che giudizio date sul sempre più dilagante fenomeno dei Self? Ciò per voi è una risorsa o un ulteriore elemento di depauperamento dell'intero sistema editoriale?
    I: Dipende da come l'autore si approccia al self. Se affrontato in modo consapevole (il che implica anche un lavoro professionale sull'editing e la copertina) può essere una valida alternativa alla pubblicazione tradizionale.
  16. M: Come perseguite il difficile lavoro di CE onesta, che supporta i propri scrittori, spesso esordienti, senza chiedere nulla in cambio se non il loro talento? Cosa vi spinge a proseguire su questa filosofia, nonostante la profonda crisi che ha investito anche il mondo letterario?
    I: La crisi ha investito tutti i settori, non solo quello letterario, ma ci opponiamo alla tendenza generale che vede una maggiore povertà anche per quanto concerne la qualità artistica e i contenuti. Riteniamo che l'unica possibilità per un rapporto etico con i nostri autori e i nostri lettori consista nel lavorare al meglio delle nostre forze offrendo libri belli, appassionanti e curati, anche a dispetto della commercialità.
  17. M: Volete dire qualcosa ai vostri lettori?
    I: Speriamo di farvi innamorare dei nostri libri quanto li abbiamo amati noi, dal primo istante.
  18. M: E ai vostri scrittori?
    Se vi abbiamo scelti, è perché siete i migliori
Ringraziamo I doni delle muse per aver aderito all'iniziativa #iosostengolapiccolaeditoria 

venerdì 28 novembre 2014

#iosostengolapiccolaeditoria - Autore di successo resta fedele al piccolo editore che lo ha pubblicato. Intervista a NICOLA FIORIN



A sostegno della piccola editoria abbiamo deciso di intervistare alcuni autori, già ampiamente affermati nel mondo della letteratura.

E’ interessante, secondo noi, capire il punto di vista anche degli autori e in che modo possono consigliare il lavoro che svolgono le piccole case editrici. 


 
Vi presentiamo Nicola Fiorin autore di "Lentamente Muore", "Il migliore dei mondi possibili", "Il canto delle sirene". Quest'ultimo ha vinto il Premio letterario internazionale Eugenia Tantucci 2014.
Attualmente sotto contratto con la Edizioni Arpeggio Libero

Benvenuto Nicola, grazie per aver aderito alla nostra iniziativa e grazie per la disponibilità con cui ci hai concesso questa intervista! Andiamo subito ad iniziare...


Magla: Allo stato attuale quante sono le tue pubblicazioni?
Nicola Fiorin: Tre: Lentamente muore, Il migliore dei mondi possibili, Il canto delle sirene


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Magla: Che genere letterario affronti?  
Nicola Fiorin: Volendo per forza trovare un genere possiamo definirlo legal thriller, anche se credo che, oggi, i confini della narrativa di genere siano molto più labili e lascino posto ad un interessante meticciato. 

 
Magla: Quali sono i tuoi progetti futuri? 
Nicola Fiorin: Non ne ho idea! Ma non mi preoccupo, vivo improvvisando. 


Magla: Parliamo ora dei tuoi esordi, perché se è una grande soddisfazione affermarsi nel proprio lavoro, è anche vero che la strada per “arrivare” è dura e difficile e spesso i giovani autori e le autrici esordienti tendono a dimenticare quanta fatica c’è dietro al proprio successo. Ci puoi raccontare, quindi, qualcosa dei tuoi inizi?  
Nicola Fiorin: I miei esordi sono un po’ anomali. Quando ho compiuto nove anni mi sono fatto regalare una macchina da scrivere, Olivetti lettera 22, da allora non ho più tolto le mani dalla tastiera. Nel corso degli anni ho scritto diversi romanzi senza nessuna velleità di pubblicazione, mi bastava raccontare. Circa sei anni fa ho scritto i primi due romanzi di una trilogia di legal thriller e, dopo molte insistenze dei pochi che li avevano letti, ho cercato un editore. Più che altro ero curioso di capire se davvero quel manoscritto a lungo covato nella mente potesse essere davvero un libro. Gli inizi della mia ricerca non furono incoraggianti: in tutti i siti di settore si parlava di lunghi mesi di attesa per una risposta, quasi sempre negativa e questo per chi era stato fortunato ed aveva ottenuto una risposta. In realtà il primo editore che ho contattato mi ha pubblicato e lo ha fatto pochi mesi dopo aver ricevuto il mio manoscritto. Tutt’ora è il mio editore. In questo senso il mio esordio è stato anomalo. E fortunato.  


Magla: Con quale CE hai iniziato a pubblicare? 
Nicola Fiorin: Edizioni Arpeggio Libero, Lodi città della cui esistenza non ero nemmeno certo prima di incontrare il mio editore.  


Magla:  Quanto ti è servito il lavoro svolto con la tua piccola CE per arrivare al successo? Nicola Fiorin: Premesso che considero il successo un concetto molto vago perché dal mio punto di vista pubblicare è già un grande successo, quando si pubblica con una piccola casa editrice bisogna essere disposti a lavorare duro, con molta creatività e con poche risorse. Ogni nuovo lettore è una conquista che richiede disponibilità e sacrifici.


Magla: In che cosa cambia rispetto a una major?  
Nicola Fiorin: La disponibilità di risorse in primo luogo: una pubblicazione di una major è un prodotto industriale a tutti gli effetti, alla cui produzione lavorano in molti: dalla grafica, alla comunicazione, alla distribuzione, all’editing che è un lavoro importantissimo e non è la correzione di bozze come tanti pensano. Una piccola casa editrice non dispone di un simile apparato ed è per questo che dico che bisogna sopperire con la creatività. Nel mio caso poi, si è creata una comunità di lettori in cui sono presenti molte professionalità che si sono messe a disposizione gratuitamente per le mie pubblicazioni. Anche sotto questo profilo sono stato fortunato. 

 
Magla: Tu che hai entrambe le esperienze di pubblicazione, puoi dirci quali sono i punti di forza di una piccola CE e quali sono, invece, i punti deboli su cui dovrebbero lavorare? Nicola Fiorin: Il principale punto di forza sono i rapporti umani che, nel mondo dell’editoria main stream sono banditi perché ritenuti dannosi. Credo che non avrei alcuna creatività in un ambiente disumano. Bisogna migliorare, invece, la professionalità perché se è vero che piccolo è bello è altrettanto vero che una casa editrice deve sopravvivere sul mercato e che, quindi, necessità di attrezzarsi per poterlo fare al meglio. Lavorare perciò sulla comunicazione, distribuzione, marketing, grafica, editing, selezione testi. Le risorse sono limitate ma ci sono e le nuove tecnologie, da questo punto di vista, possono aiutare molto. Senza dimenticare che i primi a doversi rimboccare le maniche sono gli autori. 





 
Ringraziamo Nicola Fiorin perché ha scelto di sostenere questa iniziativa concedendo questa intervista

Un grande in bocca a lupo da tutto lo staff Magla!


giovedì 27 novembre 2014

#iosostengolapiccolaeditoria - Ebook happy end: ecco le offerte della TRISKELL EDIZIONI



Per l'iniziativa di Magla, l'isola del libro a sostegno della piccola editoria oggi che vi presentiamo la Casa Editrice TRISKELL EDIZIONI




La casa editrice Triskell Edizioni ci ha concesso gentilmente questa intervista, ecco quello che ha deciso di raccontarci...
 








Magla: Da quanto tempo operate nell'editoria?
Triskell: Da febbraio 2013

Magla: Su che tipo di pubblicazioni vi siete specializzati?
Triskell: La linea editoriale della Triskell Edizioni punta l'attenzione sulle storie a lieto fine che comprendano una storia d'amore. Il genere si potrebbe definire romance, anche se alcuni dei nostri testi sfuggono un po' a quella definizione. Diciamo che offriamo storie a lieto fine con una componente romantica. Poi, certamente, pubblichiamo anche romance vero e proprio. Una gran parte della nostra produzione editoriale si interessa di romance a tematica omosessuale maschile, genere definito comunemente romance M/M.
Magla:  Qual è il vostro pubblico di lettori, a chi vi proponete?  
Triskell: Ci rivolgiamo a un pubblico eterogeneo.  
 
Magla: Quanto puntate sulle pubblicazioni cartacee e quanto invece sugli ebook?  
Triskell: La Triskell Edizioni è nata come editore digitale ed è proprio digitale la maggior parte della produzione. Recentemente abbiamo iniziato a utilizzare il servizio Print on Demand di Amazon per poter offrire il cartaceo di alcune nostra pubblicazioni.



Magla: Quali sono i problemi che incontrate come piccola CE nel mondo editoriale? In che modo li arginate o li risolvete?
Triskell: Penso che il problema più grande sia essere presi in considerazione, o anche essere presi sul serio, forse anche perché di CE ne nascono in continuazione. Personalmente posso dire che non ci preoccupiamo di arginare o risolvere il problema, ma bensì mettiamo tutto l'impegno possibile in ciò che facciamo per mostrare con i fatti e con il nostro prodotto che vale la pena prenderci sul serio, che lavoriamo al meglio delle nostre possibilità e che ciò che offriamo ai lettori è un prodotto in qualche modo nuovo e ben curato.

Magla: La grande distribuzione è uno dei problemi che affligge le piccole CE: nelle librerie trovano sempre più spazio titoli delle major e sempre meno posto è dedicato ai volumi proposti dalla piccola editoria, così come la disponibilità per incontri e presentazioni. Avete trovato idee alternative a ciò?
Triskell: No, anche perché essendo principalmente editori digitali siamo presenti soprattutto online. Riguardo a presentazioni e incontri, abbiamo ovviato in passato rivolgendoci a biblioteche o luoghi di incontro "specializzati" come i Caffè Letterari.

Magla: Ritenete che internet sia un buon veicolo per la vendita dei vostri volumi? Vendete tramite il vostro sito o siete presenti anche nei maggiori store on line?
Triskell: Internet per noi è vitale ed è il nostro unico canale di vendita. Vendiamo sì tramite il nostro sito, ma siamo presenti direi in quasi tutti gli store online, non solo nei maggiori ma anche in quelli meno conosciuti.

Magla: Quali ambiti intendete sviluppare tramite i mezzi informatici? In che aspetto internet è una risorsa per voi?
Triskell: Come dicevo prima, internet è per noi vitale. In quando editori digitali, è l'unico nostro mezzo per poter arrivare al pubblico, non potendo essere al momento presenti nelle librerie o nelle edicole. Abbiamo anche stretto una collaborazione con Bookolico in modo da offrire i nostri ebook in 'prestito', un po' come se li dessimo a una biblioteca virtuale.



Magla: I social network in che modo possono essere una risorsa per una piccola CE che non arriva a una distribuzione capillare dei suoi prodotti?
Triskell: Sono importantissimi. Crearsi un pubblico, interagire con loro, sondare il terreno e tenere presente il feedback che arriva dai lettori ha davvero un'importanza enorme.

Magla: Parliamo ora dei rapporti con gli altri attori del mondo editoriale. Partiamo dagli scrittori: con che criteri selezionate i vostri autori? Pubblicate anche esordienti? Com'è impostato il rapporto CE-autori?
Triskell: Noi pubblichiamo per la maggior parte autori esordienti, se parliamo del panorama italiano, mentre traduciamo e pubblichiamo autori già conosciuti per quanto riguarda l'estero.
Selezioniamo i manoscritti valutando innanzitutto se l'opera risponde ai requisiti indicati nel regolamento. Noi pubblichiamo storie a lieto fine e non potete immaginare quanti manoscritti abbiamo dovuto rifiutare perché arrivavano storie con finali tragici. Fattore significativo del fatto che molti autori non pongono nemmeno molta attenzione agli editori a cui si rivolgono.
Dopodiché le due cose per noi essenziali sono che la storia abbia un buon ritmo e che sia scritta in un italiano corretto. A nostro parere se si vuole fare lo scrittore, si deve anche dimostrare di sapere utilizzare un italiano corretto e avere una certa proprietà di linguaggio. Forma e sostanza vanno di pari passo.
Sosteniamo i nostri autori in ogni momento del processo di pubblicazione del loro libro. Ovviamente editiamo il manoscritto, ci confrontiamo con l'autore per le correzioni, sottoponiamo poi il manoscritto editato a un controllo di qualità, creiamo le copertine dei romanzi e le presentiamo in anteprima agli autori, e poi li seguiamo dopo la pubblicazione, aiutandoli nella promozione (cosa che è molto importante che imparino a fare anche da soli).

Magla: Che rapporto avete con i blog letterari o lit blog? Pensate che possano influenzare il mercato editoriale e condizionare le scelte dei lettori? E se sì, ciò può essere una risorsa?
Triskell: I blog sono strumenti interessanti che di certo possono essere una risorsa per una CE, soprattutto se si parla di blog molto seguiti. Non so dire se possano addirittura arrivare a influenzare il mercato, ma di certo possono aiutare il lettore a orientarsi meglio su ciò che il mercato offre. Collaboriamo attivamente con diversi blog ai quali offriamo la possibilità di recensire in anteprima le nostre pubblicazioni e siamo più che disponibili a inviare loro i nostri ebook in valutazione anche dopo l'uscita del romanzo.

Magla: Adesso veniamo a uno dei tasti dolenti: gli Editori a Pagamento (Eap), secondo voi quali sono le ragioni per questo fenomeno, sempre più dilagante? Vi hanno tolto fette di mercato o sono due segmenti differenti, che non interagiscono tra loro?
Triskell: Credo che la motivazione principale possa essere il desiderio estremo di un autore di vedersi pubblicato da una casa editrice. No, a noi personalmente non hanno tolto nulla.

Magla: E che giudizio date sul sempre più dilagante fenomeno dei Self? Ciò per voi è una risorsa o un ulteriore elemento di depauperamento dell'intero sistema editoriale?
Triskell: Il self è un'arma a doppio taglio.
Se da un lato dà la possibilità ad alcuni autori, che per vari motivi non vogliono rivolgersi alle case editrici, di pubblicare da soli le proprie opere, talvolta anche molto meritevoli, è anche vero che permette a chiunque di pubblicare, e personalmente mi è capitato di leggere cose raccapriccianti. Non voglio stigmatizzare il self-publishing, piuttosto vorrei che i lettori fossero dei critici un po' più attenti e non facessero, per esempio, arrivare in cima alle classifiche dei prodotti scadenti, solo perché magari si tratta di amici o conoscenti, rischiando così di dare un'idea fuorviante del prodotto stesso e, a tutti gli effetti, indurre all'acquisto e all'esborso di denaro per un prodotto che avrebbe fatto meglio a restare nel cassetto.
Il self però è anche uno strumento molto utile per gli autori stranieri che vogliono provare a presentarsi sul mercato italiano, così come per gli autori italiani che vogliono pubblicare all'estero.

Magla: Come perseguite il difficile lavoro di CE onesta, che supporta i propri scrittori, spesso esordienti, senza chiedere nulla in cambio se non il loro talento? Cosa vi spinge a proseguire su questa filosofia, nonostante la profonda crisi che ha investito anche il mondo letterario?
Triskell: La risposta è una sola: la passione per ciò che faccio, e lo stesso vale per le mie collaboratrici, la stessa passione che mi ha indotto a fondare la Triskell Edizioni. Penso che sia cosa nota che nel mondo dell'editoria, al giorno d'oggi, non sia il 'soldo' a spronare ad andare avanti, né a motivare il continuo investire in questo settore (non ho ancora avuto modo di incontrare un editore - piccolo - che si sia arricchito pubblicando esordienti. A dire il vero non ci si può nemmeno permettere di non avere un altro lavoro). È la passione.
Personalmente ho impostato la Triskell Edizioni all'insegna della chiarezza e dell'onestà, sia fra i collaboratori che nei confronti degli autori. Non c'è modo migliore per far funzionare le cose. 




Magla: E ai vostri scrittori?
Triskell: Non dimenticate che i primi sostenitori dei vostri romanzi siete voi. E che nel mondo digitale si deve essere presenti, si deve interagire con i lettori, si deve dimostrare di aver a cuore la propria opera.

Magla: E agli altri editori?
Triskell: Di tenere duro, ma anche di lavorare il meglio possibile, anche per ridare un po' di fiducia a lettori e scrittori. 

Ringraziamo Triskell Edizioni per aver aderito all'iniziativa #iosostengolapiccolaeditoria
 
Ringraziamo la disponibilità di Barbara Cinelli a concedere questa intervista
 
Ringraziamo Triskell Edizioni per aver messo come premio in palio uno dei suoi ebook 



mercoledì 26 novembre 2014

#iosostengolapiccolaeditoria - Un contratto con Mondadori: il percorso artistico di ANDREA FRANCO, da una piccola casa editrice a un contratto con la big



A sostegno della piccola editoria abbiamo deciso di intervistare alcuni autori, già ampiamente affermati nel mondo della letteratura, che prima di aver avuto un contratto con una major hanno pubblicato con piccole Case editrici (CE).

È interessante, secondo noi, capire il punto di vista anche degli autori e in che modo possono consigliare il lavoro che svolgono le piccole case editrici.


 
Vi presentiamo Andrea Franco autore di “L’odore del peccato”, attualmente sotto contratto con la Mondadori

Oltre all’attività di autore svolge anche lavori di editing e professional reading.

Per ulteriori informazioni sull'autore consultate il suo sito
 
  


Magla: Ciao Andrea, benvenuto e grazie per la disponibilità con cui hai aderito all’iniziativa e a concederci questa intervista! :-)

Andrea Franco: Grazie a voi per l’invito, per me è un vero piacere poter parlare del mio lavoro, di libri, di scrittura.


Magla: Allo stato attuale quante sono le tue pubblicazioni?
Andrea Franco: Be’, tra romanzi, racconti, articoli, credo oltre quaranta pubblicazioni, anche se non il numero che conta, ma la qualità. Da questo punto di vista mi ritengo fortunato, perché dopo i primi “esperimenti” sono approdato a Delos, Hobby & Work, Mondadori.

Magla:  Che genere letterario affronti?
Andrea Franco: Diversi generi, giallo/thriller storico, fantasy, thriller, fantascienza. Ultimamente mi concentro più che altro sul giallo/thriller storico.

Magla: Quali sono i tuoi progetti futuri?
Andrea Franco: Continuare la mia serie con monsignor Verzi (il protagonista de “L’odore del peccato”, romanzo vincitore del Premio Tedeschi 2013), scrivere un buon romanzo di fantascienza, progettare un romanzo storico.

Magla: Parliamo ora dei tuoi esordi, perché se è una grande soddisfazione affermarsi nel proprio lavoro, è anche vero che la strada per “arrivare” è dura e difficile e spesso i giovani autori e le autrici esordienti tendono a dimenticare quanta fatica c’è dietro al proprio successo. Ci puoi raccontare, quindi, qualcosa dei tuoi inizi?
Andrea Franco: Ho iniziato a scrivere da ragazzo, ma solo dieci anni fa ho cominciato a farlo seriamente. Gli inizi sono stati difficili, ma entusiasmanti. Ogni traguardo era un’emozione pura, i primi premi, le prime case editrici che mi selezionavano. Il salto di qualità è arrivato con Delos, quando è stato selezionato il mio romanzo breve per una collana fantasy. Da quel momento ho capito che potevo puntare a crescere ancora. La prima pubblicazione con Mondadori è del 2009, è arrivata per caso, quasi, ma è stata il risultato di tanto lavoro, perché la fortuna un po’ ci mette lo zampino, ma noi autori dobbiamo farci trovar pronti, lavorare sulla nostra scrittura, non cedere alle tentazioni facili, non credere di essere arrivati.
 
Magla: Con quale CE hai iniziato a pubblicare?
Andrea Franco: Con una CE piccolissima: Traccediverse. Il tutto grazie alla selezione di quella che oggi è una cara amica: Eleonora Alessio, che lesse i miei raccontini e decise che poteva proporli per la pubblicazione. Cinque raccontini, poca roba, ma… 



Magla: Cosa puoi raccontarci del tuo rapporto con la tua CE?
Andrea Franco: Oggi lavoro principalmente con Delos Books e Mondadori. Con Delos il rapporto è di lunga data, ormai, ed è come una grande famiglia, con tanto entusiasmo e tanto dialogo. Quando ho iniziato a scrivere per Mondadori alla guida delle collane da edicola c’era il grande (Sergio) Alan D. Altieri, persona squisita, aperta al dialogo. Il rapporto è stato facile e speciale dal primo momento. L’avvicendamento ha portato la collaborazione con Franco Forte (già in Delos), quindi il mio rapporto con l’editore non è mutato, è rimasto molto diretto, schietto, collaborativo. Questo non significa che si pubblichi con facilità, ma che si discute di tutto apertamente.
Il rapporto passato non la prima casa editrice non è finito bene, per tanti motivi, ma posso dire che in tante piccole CE ho trovato ottima qualità e grande collaborazione, come con Graphe.it, per esempio. E tanta qualità, anche.



Magla: In che cosa cambia rispetto a una major?
Andrea Franco: Il rapporto con una piccola casa editrice è più semplice, più rapido. Non cambia molto, se si lavora puntando alla qualità e cercando di intuire il gusto del pubblico. Certo, le piccole CE accettano ogni proposta di autori più noti con entusiasmo, mentre in Mondadori devi sudare tutto. Ma è anche vero che le piccole realtà hanno problemi di soldi che le frenano e spesso anche le idee buone rimangono al margine. Alla fine scrivere e farsi pubblicare rimane sempre un lavoro duro. E farsi comprare, soprattutto.

Magla: Tu che hai entrambe le esperienze di pubblicazione, puoi dirci quali sono i punti di forza di una piccola CE e quali sono, invece, i punti deboli su cui dovrebbero lavorare?
Andrea Franco: Punto di forza è la possibilità (necessità) di attingere a nuove leve, a emergenti, cercare il nuovo autore, mentre le grandi spesso puntano su nomi sicuri, sulle certezze che portano tante copie e tanti soldi. Se da una parta paga a livello economico, certe volte è lo stimolo a venire meno, la ricerca, la crescita, quindi questo è un punto a favore per le piccole CE. Su cosa lavorare? Sulla qualità, senza dubbio, perché molte piccole CE pubblicano testi non sempre meritevoli (e loro non se lo dovrebbero permettere), non fanno un buon editing (spesso non ci sono persone in grado di farlo o si improvvisano persone che non dovrebbero fare questo lavoro), non fanno belle copertine (fondamentale per attirare il lettore). Insomma, a volte curano poco il pacchetto finale, magari pensato chissà cosa (e qui mi censuro un pochino!). Non tutte, eh, ma la maggior parte. Molte lavorano bene, come le citate Delos e Graphe.it con le quali lavoro e ho lavorato sempre bene e con piacere. Molte altre sono approssimative e… non dovrebbero permetterselo.

Magla: Un messaggio per i lettori… 
Andrea Franco: Appoggiate la narrativa italiana. In Italia si tende a premiare lo straniero, ma funziona così solo da noi, gli altri, amano anche i prodotti vicini a loro. Scegliete con cura cosa leggere e non fate distinzione tra italiano e non italiano, ma tra bravo e non bravo. E non cercate sempre i soliti nomi. Cercate il nuovo, sperimentate. Anche se a volte pescherete male, ovvio. Non importa.   
Un ultima cosa... vi aspetto sul mio sito www.andreafranco.net o sulla pagina wikipedia.
Se vi ho incuriosito, vi invito a leggere il mio nuovo romanzo “1849: Guerra, Delitti, Passione”.
E fatemi sapere, eh? A presto... (Andrea)


Ringraziamo Andrea Franco perché ha scelto di sostenere questa iniziativa offrendo in omaggio un suo libro "1849" di ultima uscita! 

Ancora grazie per la disponibilità e un grande in bocca a lupo da tutto lo staff Magla!


lunedì 24 novembre 2014

#iosostengolapiccolaeditoria - A tutto ebook! La nuova editoria di NATIVI DIGITALI

Per l'iniziativa di Magla, l'isola del libro a sostegno della piccola editoria oggi che vi presentiamo la Casa Editrice NATIVI DIGITALI EDIZIONI




Nativi Digitali Edizioni  è una casa editrice digitale attiva da circa un anno, che cerca nuovi autori... e nuovi lettori! Ecco quello che ha deciso di raccontarci...






  
Magla: Da quanto tempo operate nell'editoria?
NativiDigitali: Da solo un anno. La società è stata fondata a settembre 2013 e la prima pubblicazione risale al 24 ottobre 2013. Un giorno di cui ci ricorderemo sempre :)

Magla: Su che tipo di pubblicazioni vi siete specializzati?
NativiDigitali: Abbiamo cinque collane quindi pubblichiamo proposte di narrativa di taglio differente, diciamo orientate generalmente a un pubblico giovanile, con un occhio particolare per i fenomeni del web, il fantasy e i testi brevi come racconti, perfetti per la fruizione come ebook. 

Magla: Qual è il vostro pubblico di lettori, a chi vi proponete? 
NativiDigitali: Soprattutto a un pubblico giovane, ma in generale a chi cerca qualcosa di diverso dalle “solite storie”. 

Magla: Quanto puntate sulle pubblicazioni cartacee e quanto invece sugli ebook? 
NativiDigitali: Pubblichiamo solo in formato digitale, quindi 0% e 100%, direi

  
Magla: Quali sono i problemi che incontrate come piccola CE nel mondo editoriale? In che modo li arginate o li risolvete? 
NativiDigitali: Di risorse economiche, banalmente, e a volte di credibilità: molti non prendono neanche in considerazione una CE piccola. Il primo problema lo risolviamo ottimizzando le nostre risorse e acquisendo noi in prima persona le competenze di cui abbiamo bisogno, il secondo lavorando molto su marketing e proposte in grado di incuriosire anche gli scettici, come pubblicazioni gratuite o concorsi. 
 

Magla: La grande distribuzione è uno dei problemi che affligge le piccole CE: nelle librerie trovano sempre più spazio titoli delle major e sempre meno posto è dedicato ai volumi proposti dalla piccola editoria, così come la disponibilità per incontri e presentazioni. Avete trovato idee alternative a ciò? 
NativiDigitali: Abbiamo risolto il problema distribuendo in digitale :D Capisco il fascino dei volumi, ma con gli ebook usciamo simultaneamente su oltre sessanta negozi online, mentre con la carta servirebbero risorse economiche ingenti per lo stesso risultato. 

Magla: Ritenete che internet sia un buon veicolo per la vendita dei vostri volumi? Vendete tramite il vostro sito o siete presenti anche nei maggiori store on line? 
NativiDigitali: Usiamo solo internet per vendere, quindi sì :P Il nostro sito ha uno store, ma la maggior parte delle vendite le facciamo su Amazon, Google, iTunes e altri store.

Magla: Pensate di sperimentare canali alternativi di vendita, oltre alle fiere e presentazioni? 
NativiDigitali: Stiamo ragionando sulla possibilità di portare le cartoline dei nostri ebook nelle librerie indipendenti, una proposta assolutamente innovativa e che secondo me ha grande potenziale.

Magla: Parliamo ora dei rapporti con gli altri attori del mondo editoriale. Partiamo dagli scrittori: con che criteri selezionate i vostri autori? Pubblicate anche esordienti? Com'è impostato il rapporto CE-autori? 
NativiDigitali: Riceviamo tutti i giorni proposte di pubblicazione via mail, in qualche raro caso abbiamo “trovato” noi gli autori. In continuità con il nostro stile “informale”, ci piace instaurare un rapporto amicale con gli autori, crediamo che così si lavori meglio insieme. Inoltre, con un gruppo su facebook e i vari eventi che organizziamo, si è formata una vera e propria “community” e gli autori sono diventati anche amici tra loro, spesso, ci fa piacere! 

Magla: Che rapporto avete con i blog letterari o lit blog? Pensate che possano influenzare il mercato editoriale e condizionare le scelte dei lettori? E se sì, ciò può essere una risorsa? 
NativiDigitali: Certo, i lit blog sono preziosi alleati degli editori, danno credibilità al nostro lavoro e aumentano la nostra visibilità. Noi gestiamo una mailing list dove mandiamo i comunicati stampa delle nostre uscite e iniziative, inoltre organizziamo veri e propri Blogtour.
  
Magla: Adesso veniamo a uno dei tasti dolenti: gli Editori a Pagamento (Eap), secondo voi quali sono le ragioni per questo fenomeno, sempre più dilagante? Vi hanno tolto fette di mercato o sono due segmenti differenti, che non interagiscono tra loro? 
NativiDigitali: Secondo noi l'EAP non danneggia direttamente gli editori, in quanto in primo luogo ha una distribuzione spesso disastrosa, senza entrare nel merito della qualità delle pubblicazioni. Danneggia però la credibilità della piccola editoria, a causa di esperienze negative con gli editori a pagamento, molti autori diffidano dagli editori, ed è un peccato. Con il self-publishing il problema si sta attenuando, ma bisogna continuare a fare informazione a proposito. 

Magla: E che giudizio date sul sempre più dilagante fenomeno degli autori Self? Ciò per voi è una risorsa o un ulteriore elemento di depauperamento dell'intero sistema editoriale? 
NativiDigitali: Guardiamo di buon occhio i self-publisher “bravi”, cioè quelli che curano tutti gli aspetti delle proprie pubblicazioni come un editore vero, perché danno valore al mercato degli indipendenti. C'è poi chi si autopubblica con approssimazione e con gravi problemi di editing se non proprio di contenuto, ma di solito non acquisisce mai grande visibilità, non li ritengo dannosi. 

Magla: Come perseguite il difficile lavoro di CE onesta, che supporta i propri scrittori, spesso esordienti, senza chiedere nulla in cambio se non il loro talento? Cosa vi spinge a proseguire su questa filosofia, nonostante la profonda crisi che ha investito anche il mondo letterario? 
NativiDigitali: In realtà non siamo eroici o idealisti: la credibilità che guadagniamo come editori che lavorano bene ci apre tante porte, a livello di contatti e consulenze. Questo significa che dobbiamo lavorare spesso anche la sera e il weekend per stare dietro a tutto, ma quando c'è la passione dietro, non è un peso :) 

Magla: E ai vostri scrittori? 
NativiDigitali: Non fatevi scoraggiare dalle difficoltà e rimanete ambiziosi! 

Magla: E agli altri editori? 
NativiDigitali: Beh, in bocca al lupo :D 


Ringraziamo Nativi Digitali per aver aderito all'iniziativa #iosostengolapiccolaeditoria

Ringraziamo la disponibilità di Marco Frullanti a concedere questa intervista

Ringraziamo Nativi Digitali Edizioni per aver messo 
come premio in palio l'ebook di

"Il cuore di Quetzal" di Gianluca Malato



#iosostengolapiccolaeditoria - Novità!



lunedì 10 novembre 2014

[news] #iosostengolapiccolaeditoria

NUOVA INIZIATIVA DI MAGLA, L'ISOLA DEL LIBRO



Stanchi dei soliti titoli da libreria? Stanchi del monopolio delle major? Che siate lettori, scrittori o editori, la piccola e media editoria mettono al primo posto la QUALITA' e il RAPPORTO UMANO con il lettore!

DIfendiamo questa realtà in via di estinzione con l'hashtag iosostengolapiccolaeditoria preceduto da #, come nel titolo dell'evento: postiamo in questo spazio le nostre foto con i libri di piccoli e medi editori!

L'iniziativa è di Magla: l'isola del libro ma siamo lieti di estenderla ad ogni amante della cultura!
Aspettando la fiera di Roma Più libri più liberi! :)

NB: questo spazio non è da intendersi come luogo di Spam o autopromozione. Si dice che in Italia ci siano più scrittori che lettori... dimostriamo che sbagliano! ;)
 
ECCO L'EVENTO SU FACEBOOK AL QUALE PARTECIPARE
https://www.facebook.com/events/1522020411373270/

Magla staff