mercoledì 3 dicembre 2014

#iosostengolapiccolaeditoria: Una letteratura resistente... la RED DUCK EDIZIONI!

Buongiorno a tutti, oggi presentiamo la RedDuck, casa editrice che opera dal 2012 e ha sede a Cavezzo (Modena)

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Magla: Da quanto tempo operate nell'editoria?
RedDuck: Dal 2012 periodo terribile per noi con il devastante terremoto emiliano che ha distrutto l’80% delle abitazioni e attività commerciali del paese dove abbiamo sede, Cavezzo (Modena)

Magla: Su che tipo di pubblicazioni vi siete specializzati?
RedDuck: Essendo una giovanissima esperienza non abbiamo ancora dato il via, e forse mai lo faremo, a delle vere e proprie collane. Al momento il catalogo è composto soprattutto dalle opere dello scrittore milanese Gino Marchitelli che abbiamo scoperto e che ha avuto un buon riscontro di lettori approdando ultimamente alla nota casa editrice Fratelli Frilli Editori di Genova.

Magla: Qual è il vostro pubblico di lettori, a chi vi proponete?
RedDuck: E’ una scelta di pubblico principalmente localizzata all’area dove vivono e operano i nostri autori.

Magla: Quanto puntate sulle pubblicazioni cartacee e quanto invece sugli ebook?
RedDuck: La proporzione è identica, per ogni libro pubblicato è disponibile la forma ebook.

Magla: Quanti titoli sono previsti in catalogo per il 2015 e quanti ne ipotizzate per il 2016?
RedDuck: La crisi economica ci sta mettendo in ginocchio, l’Italia è un Paese dove si legge pochissimo, i lettori non arrivano al 10% della popolazione e di questi almeno la metà legge “robaccia”, autori che vengono scelti e promossi solo per essere già personaggi pubblici come giornalisti, calciatori, attori, politici, veline e via dicendo con prodotti di bassa qualità destinati ad una vendita rapida grazie alla pubblicità e che poi scompaiono dall’immaginario collettivo. Fanno un sacco di danni letterari, creano deserto e affossano la cultura. Se reggiamo il 2015 vedrà la pubblicazione di almeno 5 titoli. Il 2016 è troppo lontano per fare previsioni.

Magla: Quali sono i problemi che incontrate come piccola CE nel mondo editoriale? In che modo li arginate o li risolvete?
RedDuck: Il problema principale è la distribuzione oramai in mano a operatori medio-grandi che monopolizzano il mercato e che possono fare la fortuna o meno di un titolo perché riescono addirittura, spesso, ad indicare in quale punto delle librerie esporre l’autore. E’ tutto falsificato. Inoltre il distributore si prende il 50-55% del prezzo di copertina e non rischia nulla. Una piccola casa editrice incontra enormi difficoltà, noi riusciamo ad arrivare a circa cinquanta librerie sparse per il territorio non di più. Il formato ebook è una possibile risposta sia per la piccola casa editrice che per l’autore in self-publishing.


Magla: La grande distribuzione è uno dei problemi che affligge le piccole CE: nelle librerie trovano sempre più spazio titoli delle major e sempre meno posto è dedicato ai volumi proposti dalla piccola editoria, così come la disponibilità per incontri e presentazioni. Avete trovato idee alternative a ciò?
RedDuck: Come dicevo nella risposta precedente.

Magla: Ritenete che internet sia un buon veicolo per la vendita dei vostri volumi? Vendete tramite il vostro sito o siete presenti anche nei maggiori store on line?
RedDuck: Internet allarga gli “orizzonti” e ti fa arrivare dove non puoi arrivare con la distribuzione. I numeri in Italia però sono ancora deboli, ci vorrà tempo ma prima va risolta la crisi economica. La gente non spende per il timore del futuro e le pubblicazioni ne risentono in modo ancora più forte.

Magla: Quali ambiti intendete sviluppare tramite i mezzi informatici? In che aspetto internet è una risorsa per voi?
RedDuck: Internet è una risorsa proporzionalmente alla forza che ha il singolo autore di farsi conoscere tramite i social network, un buon autore, attivo, che spinge, può fare la differenza. Teniamo conto che per la micro-piccola editoria oggi vendere 1.000 copie di un libro è un risultato eccezionale, quasi un successo letterario.

Magla: Pensate di sperimentare canali alternativi di vendita, oltre alle fiere e presentazioni?
RedDuck:  No.

Magla: I social network in che modo possono essere una risorsa per una piccola CE che non arriva a una distribuzione capillare dei suoi prodotti?
RedDuck: I social network sono un buon mezzo di propaganda e conoscenza, se si riesce a far partire le campagne cosiddette “virali” può rappresentare una valida alternativa ai costosissimi mezzi tradizionali.

Magla: Parliamo ora dei rapporti con gli altri attori del mondo editoriale. Partiamo dagli scrittori: con che criteri selezionate i vostri autori? Pubblicate anche esordienti? Com'è impostato il rapporto CE-autori?
RedDuck: Abbiamo pubblicato troppo poco per dare una risposta esaustiva a questa domanda, diciamo che noi scegliamo qualche autore che riteniamo valido e lo promuoviamo. Siamo però anche disponibili, per quei lavori sui quali non crediamo fino in fondo, ad aiutare l’autore con il self-publishing a prezzi popolari. Ovviamente è tutto scremato dal punto di vista socio-ideologico. Per capirci non pubblicheremmo mai autori di destra, neonazisti, fascisti, razzisti ecc.



Magla: Che rapporto avete con i blog letterari o lit blog? Pensate che possano influenzare il mercato editoriale e condizionare le scelte dei lettori? E se sì, ciò può essere una risorsa?
RedDuck: Si, può essere una risorsa ma lasciamo l’operatività alle capacità dell’autrice/autore.

Magla: Adesso veniamo a uno dei tasti dolenti: gli Editori a Pagamento (Eap), secondo voi quali sono le ragioni per questo fenomeno, sempre più dilagante? Vi hanno tolto fette di mercato o sono due segmenti differenti, che non interagiscono tra loro?
RedDuck: Possono convivere, perché mai non aiutare una persona che ha voglia di pubblicare un qualcosa da dare ai suoi amici/parenti. Sfatiamo il fatto che i bravi scrittori sono solo quelli scelti. E’ vero che una casa editrice può cestinare scrittor* che presentano opere malfatte ma è altrettanto vero che molti bravi autori non vengono nemmeno presi in considerazione – all’inizio – da una casa editrice e la possibilità di autoprodursi per farsi conoscere non è una cattiva idea poi è il pubblico che decide le sorti dell’opera…

Magla: E che giudizio date sul sempre più dilagante fenomeno dei Self? Ciò per voi è una risorsa o un ulteriore elemento di depauperamento dell'intero sistema editoriale? Come perseguite il difficile lavoro di CE onesta, che supporta i propri scrittori, spesso esordienti, senza chiedere nulla in cambio se non il loro talento? Cosa vi spinge a proseguire su questa filosofia, nonostante la profonda crisi che ha investito anche il mondo letterario?
RedDuck: Oramai moltissime case editrici e/o agenti letterari vogliono essere pagati per leggere e dare una valutazione dei lavori che ricevono… sono solo le piccole case editrici indipendenti che possono ancora permettersi di leggere un manoscritto gratuitamente ma non durerà a lungo. I costi sono troppo elevati.

Magla: Volete dire qualcosa ai vostri lettori?
RedDuck: Ognuno dovrebbe spingere e ri diffondere la cultura del leggere, costituendo associazioni, gruppi di lettura, progetti ecc. altrimenti le difficoltà sono destinate ad aumentare.

Magla: E ai vostri scrittori?
RedDuck: Di insistere, sono bravi e simpatici.

Magla: E agli altri editori?
RedDuck: Come sopra, di insistere, insistere, insistere…


Ringraziamo la Red Duck per aver aderito all'iniziativa #iosostengolapiccolaeditoria
 
Ringraziamo la Red Duck per la disponibilità a concederci questa intervista, augurando un 2015 di cambiamento...

martedì 2 dicembre 2014

#iosostengolapiccolaeditoria - Una CE dedicata alle donne: La rosa dei venti

Buongiorno a tutti, oggi presentiamo la casa editrice Rosa dei Venti Edizioni di Anzio (Roma) con 1 scrittore pubblicato e un catalogo di 1 opera.

About

Rosa dei Venti Edizioni è una casa editrice digitale esordiente, una piccola realtà editoriale che si nutre di grandi sogni e che ha preso vita grazie all'immensa passione che abbiamo per i libri e la lettura. Nasce l'8 Marzo 2014, giornata della festa internazionale della donna, e lo consideriamo il nostro modo per onorare il mondo femminile e la sua espressione nelle arti. La nostra linea editoriale, infatti, dà ampio spazio alle donne scrittrici e alle storie rivolte a un pubblico femminile.Eleganza, magia, emozioni sono termini che definiscono il carattere della nostra casa editrice, che si prefigge lo scopo di pubblicare opere di valore e ben curate sotto ogni punto di vista. Il nostro principale obiettivo è quello di portare alla luce e all'attenzione dei lettori opere di qualità che esprimano magia e avventura, che siano metafora di sogni tangibili. Le nostre pubblicazioni sono esclusivamente in digitale (ebook) e crediamo molto nel potere delle possibilità offerte da questo tipo di diffusione culturale.
Rosa dei Venti Edizioni crede nell'editoria tradizionale, pertanto confida in una stretta collaborazione con i propri autori in quanto il cammino da percorrere per realizzare un sogno di carta e inchiostro è sicuramente arduo, ma rappresenta un viaggio meraviglioso in cui la figura dell'editore accompagna quella dello scrittore in ogni aspetto della pubblicazione e sostiene il suo lavoro con costanza e dedizione.
Per saperne di più: http://www.rosadeiventiedizioni.com/
  1. Da quanto tempo operate nell'editoria?
Abbiamo aperto da pochissimo, dall'8 marzo 2014, ma siamo veramente attivi solo da settembre e il nostro primo e al momento unico libro è uscito proprio da pochi giorni. Siamo ancora dei neofiti!
  1. Su che tipo di pubblicazzioni vi siete specializati?
La nostra linea editoriale è rivolta principalmente (ma non esclusivamente) alle donne lettrici e scrittrici.
  1. Qual'è il vostro pubblico di lettori, a chi vi proponete?
Speriamo che il nostro pubblico sia vario. Certamente, essendo una casa editrice più che altro al femminile, è probabile che ci seguano soprattutto lettrici, ma ci farebbe piacere coprire una fetta più ampia di pubblico, di ogni età e gusti. Siamo ancora agli inizi, però, e non possiamo sbilanciarci troppo. Per il momento ci stanno leggendo soprattutto donne.
  1. Quanto puntate sulle pubblicazioni cartacee e quanto invece sugli ebook?
Abbiamo dato inizio a questa avventura nell'editoria come editore digitale, quindi crediamo moltissimo nel potere degli ebook. I libri in formato digitale permettono una diffusione dell'opera senza precedenti perché non fa differenza se la casa editrice è piccola, media o grande: la distribuzione digitale arriva ovunque per tutti. Sotto questo punto di vista è un grosso passo avanti; questo fattore, infatti, dà la possibilità all'editore e all'autore di farsi conoscere in modo più rapido e diretto e molte opere che in formato cartaceo resterebbero nell'ombra trovano ampio spazio nel mercato degli ebook. Tuttavia, non sono escluse le pubblicazioni in cartaceo perché crediamo che un libro di carta conservi sempre un fascino immortale.
  1. Quandi titoli sono previsti in catalogo per il 2015 e quanti ne ipotizzate per il 2016?
Per il 2015 abbiamo cinque pubblicazioni sicure, ma il piano editoriale non è ancora chiuso e se ne aggiungeranno altre a breve. È presto per fare previsioni per il 2016, possiamo solo sperare di portare a termine tra le dieci e e le quindici pubblicazioni.
  1. Quali sono i problemi che incontrate come piccola CE nel mondo editoriale? In che modo li arginate o li risolvete?
Ricevere fiducia e considerazione. Purtroppo è molto difficile non imbattersi in pregiudizi, ma speriamo di dimostrare presto che, seppur piccola e sconosciuta, la nostra casa editrice è professionale e degna di attenzione e che i nostri autori meritano di essere letti. Vogliamo guadagnarci la stima di coloro che ci offriranno almeno un'opportunità e possiamo riuscirci solo impegnandoci al massimo, lavorando sodo e offrendo delle pubblicazioni interessanti e ben curate, all'altezza delle aspettative.
  1. La grande distribuzione è uno dei problemi che affligge le piccole CE: nelle librerie trovano sempre più spazio titoli delle major e sempre meno posto è dedicato ai volumi proposti dalla piccola editoria, così come la disponibilità per incontri e presentazioni. Avete trovato idee alternative a ciò?
L'alternativa più immediata è la promozione online. Sul web viene dedicato molto spazio a piccole case editrici e autori esordienti/emergenti e noi cerchiamo di sfruttare appieno questa vetrina. Per quanto riguarda le librerie, non possiamo esprimerci al momento non avendo ancora avuto occasione di scontrarci con la realtà del libro cartaceo, ma sicuramente internet rimarrà anche in quel caso il nostro canale di vendita principale.
  1. Ritenete che internet sia un buon veicolo per la vendita dei vostri volumi? Vendete tramite il vostro sito o siete presenti anche nei maggiori store on line?
Sì, come ho già accennato, internet è un ottimo mezzo. Noi al momento non abbiamo uno shop sul sito, ma affidiamo i nostri libri a un distributore digitale che ci permette di essere presenti in tutti gli store online, dai più importanti e conosciuti a quelli di nicchia.
  1. Quali ambiti intendete sviluppare tramite i mezzi informatici? In che aspetto internet è una risorsa per voi?
Come avrete già intuito dalle precedenti risposte, internet è alla base della nostra esistenza come casa editrice. Senza una risorsa di questo tipo non potremmo mai emergere e dare ai nostri autori la visibilità che meritano. È fondamentale per il nostro lavoro quotidiano, passiamo più tempo sul web che a fare qualsiasi altra cosa perché se ci si ferma anche solo un attimo si rischia di non restare al passo e mantenere un ritmo di lavoro sempre attivo è di vitale importanza. Internet, inoltre, ci dà la possibilità di interagire direttamente con i lettori ed è proprio questo l'aspetto che più ci preme portare avanti: il dialogo tra editore e lettore è importantissimo.
  1. Pensate di sperimentare canali alternativi di vendita, oltre alle fiere e presentazioni?
Al momento no, forse in futuro valuteremo altre modalità, adeguandoci anche alle esigenze nostre, dei lettori e degli autori, ma ora siamo soddisfatti dei nostri mezzi.
  1. I social network in che modo possono essere una risorsa per una piccola CE che non arriva a una distribuzione capillare dei suoi prodotti?
Sono importantissimi e attualmente non si può gestire alcuna attività senza un minimo di social marketing. Noi cerchiamo sempre di essere presenti e attivi su tutti i nostri canali (potete trovarci quasi dappertutto) e ci divertiamo anche molto a chiacchierare con i lettori e ad ascoltare le loro opinioni e richieste. È anche un modo per non perdere mai di vista le preferenze del momento e permette di stabilire un rapporto di fiducia tra l'editore e il lettore. Aiutano molto a pubblicizzare le pubblicazioni e invitiamo sempre anche i nostri autori a utilizzarli nel modo giusto.
  1. Parliamo ora dei rapporti con gli altri attori del mondo editoriale. Partiamo dagli scrittori: con che criteri selezionate i vostri autori? Pubblicate anche esordienti? Com'è impostato il rapporto CE-autori?
Sì, noi pubblichiamo sia autori esordienti che emergenti e ci teniamo molto a far conoscere nuove voci del panorama letterario italiano. Se un autore ha talento è nostro dovere portarlo alla luce e far uscire le sue opere dal cassetto. Cerchiamo di instaurare dei rapporti amichevoli, ci piace lavorare in armonia e per noi è fondamentale seguire l'autore in tutte le tappe della pubblicazione; amiamo accompagnarlo pian piano verso questo piccolo sogno di carta, cercando di prestare attenzione alle sue esigenze e di guidarlo nel modo più giusto e professionale. Siamo felici di coccolare i nostri autori e di non far mai mancare il nostro supporto.
Avendo una linea editoriale rivolta specialmente alle donne, è naturale selezionare opere in particolare di autrici, ma valutiamo anche manoscritti di autori che rientrano nei canoni del nostro catalogo (e, infatti, una delle nostre prossime pubblicazioni sarà proprio di un giovanissimo autore). Prendiamo in considerazione quasi tutti i generi, ad eccezione di quelli che presentano eccessive dosi di violenza, come l'horror puro, i thriller/noir/gialli, oppure quelli con marcati tratti erotici, ma sono ben accetti i generi ibridi e non è detto che in futuro i nostri criteri non si estenderanno ulteriormente. Ciò che più desideriamo trovare in una storia è la magia: emozioni, sentimento, avventura. Se un manoscritto ci scuote ed emoziona, allora è ciò che fa per noi. Poi naturalmente deve essere ben scritto e avere una sua originalità.

  1. Che rapporto avete con i blog letterari o lit blog? Pensate che possano influenzare il mercato editoriale e condizionare le scelte dei lettori? E se sì, ciò può essere una risorsa?
Penso che i lit blog abbiano un'importanza notevole e che diano un immenso aiuto alle case editrici e agli autori emergenti. Io per prima sono una blogger e comprendo perfettamente quanto impegno ci sia dietro ogni post. Per quanto mi riguarda, mando un enorme grazie a tutti i blog che si sono interessati a noi e ci hanno accordato fiducia senza esitazione.
Sicuramente al giorno d'oggi anche i blog letterari possono influenzare il mercato, a volte con maggiore incisività altre con meno, ma penso che il parere dei blogger sia tenuto molto in considerazione dai lettori o comunque permette di capire meglio il tipo di pubblicazione trattata e di avvicinarsi con più sicurezza verso un determinato libro. Sono un'ottima risorsa.
  1. Adesso veniamo a uno dei tasti dolenti: gli Editori a Pagamento (Eap), secondo voi quali sono le ragioni per questo fenomeno, sempre più dilagante? Vi hanno tolto fette di mercato o sono due segmenti differenti, che non interagiscono tra loro?
Sicuramente alla base del fenomeno c'è la maggiore richiesta di pubblicazione. Tantissimi autori desiderano vedere il proprio libro pubblicato e trovano nell'EAP una soluzione veloce e gratificante. Non penso ci abbiano tolto qualcosa, almeno non per quanto ci riguarda.
  1. E che giudizio date sul sempre più dilagante fenomeno dei Self? Ciò per voi è una risorsa o un ulteriore elemento di depauperamento dell'intero sistema editoriale?
Ho sempre sostenuto il self publishing e continuerò a sostenerlo; sono assolutamente a favore quando permette a un autore di talento, che non trova posto nella linea editoriale delle case editrici per un motivo o per un altro o che vuole essere indipendente e gestire autonomamente ogni aspetto della pubblicazione, di realizzare il proprio sogno e farsi largo nel mondo della letteratura. È pur vero che non sempre si trovano libri di qualità, ma basta fare attenzione, è un rischio che vale la pena correre: molti dei romanzi più belli del 2014 che mi è capitato di leggere sono self e questo parla da sé.
  1. Come perseguite il difficile lavoro di CE onesta, che supporta i propri scrittori, spesso esordienti, senza chiedere nulla in cambio se non il loro talento? Cosa vi spinge a proseguire su questa filosofia, nonostante la profonda crisi che ha investito anche il mondo letterario?
Non abbiamo qualità speciali, solo la nostra passione. Ho fondato la casa editrice perché avevo questo sogno, dovevo assolutamente farlo uscire dal cassetto e provare, e questo immenso desiderio continua a vivere ogni giorno mentre portiamo avanti il progetto. Abbiamo molto entusiasmo e voglia di realizzare qualcosa di buono, ma c'è solo una cosa che ci spinge veramente ad affrontare il nostro lavoro anche quando diventa veramente difficile: l'amore per le storie. È una magia che abbiamo il dovere di mantenere in vita. Litterae non dant panem, questo è verissimo, ma in compenso riempie di tanta gioia e soddisfazione.
  1. Volete dire qualcosa ai vostri lettori?
Siamo consapevoli di essere agli esordi e che è difficile conquistare subito la vostra stima, ma teneteci d'occhio e dateci un'opportunità e magari vi stupirete e inizierete a sognare insieme a noi!
  1. E ai vostri scrittori?
Credete nelle vostre storie e non lasciatevi scoraggiare dalle difficoltà che incontrerete. Lavorate con impegno e costanza, siate sempre pronti al dialogo con i lettori e insieme costruiremo qualcosa di importante.
  1. E agli altri editori?

Impegniamoci per creare un mondo letterario degno di questo nome e cerchiamo di collaborare per riuscire nell'intento e offrire ai lettori e agli autori un servizio di qualità.

Grazie Monia Iori, direttrice editoriale, per il sostegno alla piccola editoria!
Magla, l'isola del libro

lunedì 1 dicembre 2014

#iosostengolapiccolaeditoria - Vieni in fiera "Più libri più liberi" a Roma e porta la CARD con te: sconti esclusivi e parteciperai all'estrazione dei premi in palio!

#‎iosostengolapiccolaeditoria‬ NOVITA'! Per chi partecipa al flashmob alla fiera "Più libri più liberi" di Roma ecco la CARD che dà diritto a sconti esclusivi: stampatela o scaricatela sul cellulare, e allo stand C09 di Arpeggio Libero avrete subito il 10% di sconto sui libri acquistati e potrete ritirare il segnalibro omaggio con il numero per l'estrazione!

Scaricatela subito e venite a trovarci allo stand C09: noi di Magla, l'isola del libro saremo lì! A presto! ‪#‎iosostengolapiccolaeditoriaflashmobroma‬

#iosostengolapiccolaeditoria - Mix letterario vincente: dalla Germania agli autori esordienti italiani. Ecco la BOOKSALAD!

Buongiorno a tutti, per l'iniziativa di Magla, l'isola del libro a sostegno della piccola editoria oggi che vi presentiamo la Casa Editrice BOOKSALAD



La Booksalad Casa editrice di Anghiari (piccolo borgo toscano) con 18 scrittori pubblicati e un catalogo di 20 opere.


Magla: Su che tipo di pubblicazioni vi siete specializzati?
BookSalad: La Booksalad è una società composta da me e mia moglie. Dato che lei è tedesca la nostra collana di punta è Angst: thriller provenienti dalla Germania. Pubblichiamo autori di primo piano. In Dicembre abbiamo in uscita Andreas Winkelmann con il suo La Rabbia dell’Acquario; autore che in Italia di solito è pubblicato dalla Mondadori. Le altre due collane sono Festina Lente, con storie di vita in chiave autobiografica e Opachi: romanzi giovani di amori, viaggi, avventure e un pizzico di giallo.

Magla: Qual è il vostro pubblico di lettori, a chi vi proponete?
BookSalad: La Booksalad non ha un target preciso. Ci rivolgiamo a tutti. Con le tre collana copriamo un ampio gruppo di lettori. Abbiamo letture fresche e spensierate offerte dalla collana Opachi; thriller con Angst e testi più impegnati e profondi con Festina Lente: collana quest’ultima che vede la collaborazione del Prof. Duccio Demetrio padre dell’autobiografismo terapeutico italiano.


Magla: Quanto puntate sulle pubblicazioni cartacee e quanto invece sugli ebook?
BookSalad: Direi al momento 70% cartacea e 30% ebook. Anche se la seconda è in forte ascesa. C’è sempre più interesse e attenzione per questo settore. Il cartaceo poi con i piccoli come noi soffre l’endemico problema della distribuzione. Con l’ebook la sensazione (forse sbagliata) è di giocarsela un po’ più alla pari con i grandi.

Magla: Quanti titoli sono previsti in catalogo per il 2015 e quanti ne ipotizzate per il 2016?
BookSalad: Per il 2015 la Booksalad ha 6/7 nuove uscite. Due thriller di primo piano dalla Germania e nuove fresche avventure di amicizia e amore per la collana Opachi. Un testo sul quale punteremo molto sarà Green Autobiography di Duccio Demetrio, che in chiave saggistica affronta il rapporto natura/uomo. Per il 2016 ci stiamo appena lavorando quindi non saprei dirvi ancora con precisione.


Magla: Quali sono i problemi che incontrate come piccola CE nel mondo editoriale? In che modo li arginate o li risolvete?
BookSalad: I problemi sono numerosi anche dovuti al momento di crisi e passaggio che l’editoria sta vivendo. Per quanto riguarda la Booksalad il nostro maggior problema riguarda la distribuzione. Abbiamo un distributore nazionale ma come tutti i piccoli fatichiamo molto ad arrivare nelle librerie e difficilissimo in vetrina. Questo perché molte librerie sono ormai catene e tengono solamente i “propri” e poi perché l’offerta dei libri è immensa ed è difficile essere notati.

Magla: La grande distribuzione è uno dei problemi che affligge le piccole CE: nelle librerie trovano sempre più spazio titoli delle major e sempre meno posto è dedicato ai volumi proposti dalla piccola editoria, così come la disponibilità per incontri e presentazioni. Avete trovato idee alternative a ciò?
BookSalad: La difficoltà di essere presenti nelle librerie è molto sentita. Cerchiamo di essere molto visibili in rete così che i nostri libri siamo acquistati tramite la diffusione online (ebook e cartaceo) che viene offerta da Amazon & co. La sfida sulle catene è persa in partenza perché salvo casi eccezionali è impossibile essere presente. Per le piccole librerie invece abbiamo avuto diverse soddisfazioni. I librai indipendenti sono attenti alle novità e hanno coraggio di osare.

Magla: Ritenete che internet sia un buon veicolo per la vendita dei vostri volumi Vendete tramite il vostro sito o siete presenti anche nei maggiori store on line?
Booksalad: Si internet è fondamentale. Senza non credo neppure che riusciremmo a sopravvivere. Vendiamo oltre gli ebook anche il cartaceo tramite un nostro piccolo online shop e sopratutto tramite i grandi distributori. Vendiamo abbastanza bene in questo segmento.

Magla: Quali ambiti intendete sviluppare tramite i mezzi informatici? In che aspetto internet è una risorsa per voi?
BookSalad: Permette alla Booksalad di essere conosciuta e, speriamo, riconoscibile. Lavoriamo sui social, sulla diffusione delle nostre pubblicazioni etc. Un'intervista come quella che ci state facendo per noi è una importante opportunità perché ci permette di essere conosciuti.

Magla: Pensate di sperimentare canali alternativi di vendita, oltre alle fiere e presentazioni?
BookSalad: Al momento vendiamo solo tramite librerie, fiere, presentazioni e internet. A volte abbiamo anche realizzato collaborazioni con enti o scuole ma al momento non hanno dato particolari soddisfazioni.

Magla: I social network in che modo possono essere una risorsa per una piccola CE che non arriva a una distribuzione capillare dei suoi prodotti?
BookSalad: Sono la risorsa forse più importante. Ci danno la possibilità di essere in contatto con il mondo. Possiamo spiegare quello che facciamo, come lavoriamo e dove siamo presenti. E il tutto a costo zero. Per noi è una cosa davvero fondamentale. La Booksalad è presente sui principali social anche se al momento Facebook è il più seguito.

Magla: Parliamo ora dei rapporti con gli altri attori del mondo editoriale. Partiamo dagli scrittori: con che criteri selezionate i vostri autori? Pubblicate anche esordienti? Com'è impostato il rapporto CE-autori?
BookSalad: Molto acquistiamo dall’estero tramite delle agenzie. Per quanto riguarda gli italiani pubblichiamo anche esordienti. La cosa principale che chiediamo è che prima diano una occhiata alle collane che la Booksalad pubblica e che ci inviino testi che possano esservi inseriti. Offriamo un contratto standard, non siamo una casa editrice a pagamento e nello svolgimento del rapporto rimaniamo sempre in contatto con l’autore. Anche eventuali modifiche al testo sono suggerite da noi ma effettuate dall’autore.

Magla: Che rapporto avete con i blog letterari o lit blog? Pensate che possano influenzare il mercato editoriale e condizionare le scelte dei lettori? E se sì, ciò può essere una risorsa?
BookSalad: Pensiamo che siano molto importanti e cerchiamo di instaurare collaborazioni durature. Alcuni sono molto ben fatti e professionali. La maggior parte con i quali abbiamo avuto rapporti sono seguiti da persone serie e competenti. Come per i social anche il mondo del blog per noi è molto importante. Una recensione di un libro su di un blog rimane in rete per anni, non è un giornale che dopo un giorno o una settimana si butta.

Magla: Adesso veniamo a uno dei tasti dolenti: gli Editori a Pagamento (Eap), secondo voi quali sono le ragioni per questo fenomeno, sempre più dilagante? Vi hanno tolto fette di mercato o sono due segmenti differenti, che non interagiscono tra loro?
BookSalad: Secondo me nel 90% dei casi la colpa è dell’autore. Cioè dovrebbe rifiutarsi di pagare. In Inghilterra l’editoria a pagamento si chiama Vanity Press (non ha bisogno di traduzione) proprio perché è rivolta a chi desidera avere a tutti i costi il suo nome scritto su di un libro. Lo stesso in Italia. L’editoria a pagamento esiste perché un ampio segmento di scrittori pur di vedere il loro nome scritto su di un libro è disposto a pagare. Ma credo anche che viaggi su canali diversi e quindi non rubi quote di mercato agli altri editori non a pagamento come noi. Sotto questo punto di vista non ci danneggia, ma mi sembra incredibile che un fenomeno del genere possa esistere.

Magla: E che giudizio date sul sempre più dilagante fenomeno dei Self? Ciò per voi è una risorsa o un ulteriore elemento di depauperamento dell'intero sistema editoriale?
BookSalad: Il Self è un fenomeno molto interessante che in futuro avrà secondo me sviluppi inaspettati. A differenza dell’editoria a pagamento può determinare un arricchimento del panorama editoriale e permettere anche di scoprire nuovi talenti. Noi lo seguiamo con attenzione.

Magla: Come perseguite il difficile lavoro di CE onesta, che supporta i propri scrittori, spesso esordienti, senza chiedere nulla in cambio se non il loro talento? Cosa vi spinge a proseguire su questa filosofia, nonostante la profonda crisi che ha investito anche il mondo letterario?
BookSalad: Bella domanda! Non sono tempi facili. Ma quello che ci muove (è banale dirlo lo so) è una profonda passione per la letteratura in genere. Il divertimento di partecipare a una fiera e confrontarsi con gli altri editori e lettori. Lo scoprire un autore che decidi di pubblicare, creare la copertina, curare l’editing. Sono queste cose che ci spingono a d andare a vanti senza chiedere soldi. La Booksalad è nata da una voglia di comunicare tramite i nostri scrittori delle emozioni e dei sentimenti. La nostra passione, pur con le difficoltà attuali, è rimasta intatta, anzi se possibile si è accresciuta.

Magla: Volete dire qualcosa ai vostri lettori?
BookSalad: Senza di voi non ci saremmo!! Continuate a seguirci e mandateci mail o contattateci tramite fb o qualsiasi altro social. Ci fa sempre piacere sentirvi. Non avete di idea di quanto ci faccia piacere quando in fiera fate un salto al nostro stand e indicando un libro ci dite: “L’ho letto. Bello.”. Ma anche se non vi è piaciuto passate lo stesso!!

Magla: E ai vostri scrittori? 
 
BookSalad: Ai nostri scrittori li ringrazio. Perché crediamo in ogni libro che pubblichiamo perché secondo noi sono tutti bellissimi, e quindi li ringrazio per aver scelto la Booksalad e creduto nel nostro progetto.


Magla: E agli altri editori?
BookSalad: Moltissimi sono veramente di qualità. La piccola editoria permette al pubblico italiano di poter leggere titoli che altrimenti non arriverebbero mai da noi. Quindi dico loro di resistere e andare avanti perché svolgono una funzione sociale importantissima in questo momento di crisi. La Booksalad è un piccolo editore come tanti altri ma assieme possiamo arricchire il panorama culturale italiano.

Ringraziamo Booksalad per aver aderito all'iniziativa #iosostengolapiccolaeditoria 
 
Li ringraziamo della disponibilità a concederci questa intervista
 

domenica 30 novembre 2014

#iosostengolapiccolaeditoria - Rischiare per nuove proposte editoriali: ecco le EDIZIONI ARPEGGIO LIBERO

Buongiorno a tutti, oggi presentiamo la ARPEGGIO LIBERO.. Casa editrice di con 3 operatori in organico, 61 scrittori pubblicati e un catalogo di 83 opere.

About:

Arpeggio Libero nasce a Lodi alla fine del 2010 e in tre anni si afferma come una novità nel variegato panorama dell’editoria italiana. Casa editrice quasi interamente dedicata alla narrativa custodisce gelosamente  un piccolo spazio anche per la poesia con la collana Armonia di parole.
La missione dello staff di Arpeggio Libero è innanzitutto quella di dar voce a esordienti che difficilmente troverebbero spazio nel complicato mondo dell’editoria italiana. Questo non ha certo impedito che alcuni di loro si siano affermati come scrittori noti ormai non solo a livello locale.
I libri pubblicati da Arpeggio si distinguono oltre che per la scelta dei contenuti per la qualità della carta e per essere tutti rigorosamente cuciti.
La casa editrice collabora sin dal suo esordio con mEEtale, e con minimEE realtà del web dalle quali provengono alcuni degli scrittori pubblicati da Arpeggio.
Non solo letteratura ma anche istruzione, creatività e arte caratterizzano la nostra casa editrice che, ad esempio, nel maggio del 2012 ha organizzato in collaborazione con il Liceo Artistico C. Piazza di Lodi, il concorso ‘Creiamo la copertina’ per la realizzazione grafica delle copertine dei libri ‘L’abbraccio di Thanatos’ di Furio Thot e ‘Lentamente muore’ di Nicola Fiorin.


  1. Magla  : Da quanto tempo operate nell'editoria?
    Arpeggio Libero: Dal novembre 2010
  2. M: Su che tipo di pubblicazioni vi siete specializzati?
    A: Narrativa e un po' di poesia
  3. M: Qual è il vostro pubblico di lettori, a chi vi proponete?
    A: Pubblico generico
  4. M: Quanto puntate sulle pubblicazioni cartacee e quanto invece sugli ebook?
    A: L'ebook è un completamento ma il forte della produzione è cartaceo
  5. M: Quanti titoli sono previsti in catalogo per il 2015 e quanti ne ipotizzate per il 2016?
    A: Una trentina per il 2015 e per il 2016 vedremo.
  6. M: Quali sono i problemi che incontrate come piccola CE nel mondo editoriale? In che modo li arginate o li risolvete?
    A: I problemi che si incontrano nel mondo dell'editoria sono sotto gli occhi di tutti in quanto sono gli stessi di qualsiasi settore produttivo: 1. Strapotere e concentrazione dei colossi che cercano di uniformare e appiattire i gusti per poter standardizzare. 2. Questo avviene anche a livello distributivo (vedi Catene editoriali- distributive) con conseguenti problemi di pagamento. Il mondo economico si basa sul concetto di forza e di prepotenza, non certo su basi etiche. Come arginarlo? Cercando di arrivare al contatto diretto con il pubblico attraverso fiere e presentazioni, questo comporta un dispendio di energie notevole, ma grazie alla compagine dei nostri autori che sanno che remando nella stessa direzione si ottengono ottimi risultati stiamo crescendo.
  7. M: La grande distribuzione è uno dei problemi che affligge le piccole CE: nelle librerie trovano sempre più spazio titoli delle major e sempre meno posto è dedicato ai volumi proposti dalla piccola editoria, così come la disponibilità per incontri e presentazioni. Avete trovato idee alternative a ciò?
    A: Se le dovessi esprimere probabilmente sarei arrestato per cui NO COMMENT
  8. M: Ritenete che internet sia un buon veicolo per la vendita dei vostri volumi? Vendete tramite il vostro sito o siete presenti anche nei maggiori store on line?
    A: Sì il nostro sito funziona e la sua importanza percentuale rispetto alla globalità delle vendite è cresciuta nell'ultimo anno.
  9. M: Quali ambiti intendete sviluppare tramite i mezzi informatici? In che aspetto internet è una risorsa per voi?
    A: E' il veicolo pubblicitario più potente e meno costoso che abbiamo a disposizione.
  10. M: Pensate di sperimentare canali alternativi di vendita, oltre alle fiere e presentazioni?
    A: Sono disposto a sperimentare qualsiasi idea mi venga suggerita o a copiarne spudoratamente di valide, io al momento non ne ho.

  11. M: I social network in che modo possono essere una risorsa per una piccola CE che non arriva a una distribuzione capillare dei suoi prodotti?
    A: I SN sono una risorsa soprattutto per far capire ai lettori che non si devono arrendere e subire passivamente lo strapotere dei big e ciò che viene imposto al mercato, ma fare rete significa anche informarsi e conoscere. Oggi solo grazie alla rete i piccoli editori possono far sapere al pubblico che il 65% del costo dei libri viene assorbito dalla distribuzione.
  12. M: Parliamo ora dei rapporti con gli altri attori del mondo editoriale. Partiamo dagli scrittori: con che criteri selezionate i vostri autori? Pubblicate anche esordienti? Com'è impostato il rapporto CE-autori? Pubblichiamo quasi esclusivamente esordienti o emergenti.
    A: La selezione si basa sulla validità dell'opera. Ho cercato di impostare il rapporto all'insegna della massima trasparenza, (parlo delle mie difficoltà e di quelle delle Ce in genere). Posso dichiararmi fortunato nel constatare che i nostri autori hanno formato una squadra che si aiuta e sostiene a vicenda e con molti di loro è nato un vero rapporto di amicizia che va ben al di là di quello professionale.
  13. M: Che rapporto avete con i blog letterari o lit blog? Pensate che possano influenzare il mercato editoriale e condizionare le scelte dei lettori? E se sì, ciò può essere una risorsa?
    A: Pessimo e mi fermo qui.
  14. M: Adesso veniamo a uno dei tasti dolenti: gli Editori a Pagamento (Eap), secondo voi quali sono le ragioni per questo fenomeno, sempre più dilagante? Vi hanno tolto fette di mercato o sono due segmenti differenti, che non interagiscono tra loro?
    A: L' EAP sono al tramonto, il danno ormai lo hanno fatto ma la crisi e la minore disponibilità di denaro per soddisfare le proprie velleità di scrittore affidandosi a una EAP hanno ristretto il loro mercato. I segmenti sono differenti.
  15. M: E che giudizio date sul sempre più dilagante fenomeno delle Self? Ciò per voi è una risorsa o un ulteriore elemento di depauperamento dell'intero sistema editoriale?
    A: Questo sì è un fenomeno preoccupante, l'invasione del self l'incoraggiamento che proviene (per motivi che devo ancora analizzare a fondo) dalle grandi CE (Bancarella a un ex self, Concorso Feltrinelli per self etc.) mi fa sentire puzza di bruciato, anche loro, come me, hanno capito che l'EAP è al tramonto e si stanno buttando sul mercato del self?
  16. M: Come perseguite il difficile lavoro di CE onesta, che supporta i propri scrittori, spesso esordienti, senza chiedere nulla in cambio se non il loro talento? Cosa vi spinge a proseguire su questa filosofia, nonostante la profonda crisi che ha investito anche il mondo letterario?
    A: #semprecongliindiani “Della Morte ricordati che la vita per chi sta con gli indiani sarà sempre in salita” - da Il migliore dei mondi possibili di Nicola Fiorin
  17. M: Volete dire qualcosa ai vostri lettori?
    A: Perdonateci i refusi, gli errori che ogni tanto trovate, vi prometto che un giorno spariranno ma sono ancora il nostro punto debole, credetemi non è una cosa facile con i tempi di oggi.
  18. M: E ai vostri scrittori?
    A: Vi voglio bene siete la mia forza!
  19. M: E agli altri editori?
    A: Facciamo fronte comune contro le grandi catene e le grandi CE i lettori meritano qualcosa di meglio di Dan Brown

Ringraziamo EDIZIONI ARPEGGIO LIBERO  per aver aderito all'iniziativa #iosostengolapiccolaeditoria e per ospitare Magla l'isola del libro nel suo stand alla fiera di Roma Pìù libri più liberi

sabato 29 novembre 2014

#iosostengolapiccolaediotria- TRA EDITORI E LETTORI: L'IMPORTANZA SILENZIOSA DEI DISTRIBUTORI- LIBRI DIFFUSI - I distributori

Intervista a distributori


Buongiorno a tutti. Oggi ascoltiamo la voce di uno degli attori, a volte anche un po’ nell’ombra, del mercato editoriale e della diffusione della cultura: il distributore editoriale. 

E’ qui con noi Valerio Achille Semenzin Responsabile di Libri Diffusi Distribuzione (www.libridiffusi.com) che si occupa della distribuzione delle case editrici segnalate su questo link: http://www.libridiffusi.com/clienti_3.html in tutta Italia ed è presente anche in Svizzera, Romania e Stati Uniti.



1 - Spiegate ai lettori come funziona il vostro lavoro di distributore editoriale
La distribuzione è il tramite tra le librerie e le piccole medio case editrici. Una sorta di “Broker”.

2 – Il vostro lavoro è di fondamentale importanza per l’editoria. Lo differenziate rispetto ad una piccola CE o una big?
Grazie per la “fondamentale importanza”. La grande casa editrice solitamente non si rivolge a un distributore per la diffusione del suo catalogo ma preferisce affidarsi a grossisti di zona. Il piccolo editore invece si rivolge ad agenzie come la mia.

3– In che modo lavorate rispetto alla distribuzione, per i libri in catalogo di una piccola CE o rispetto alla distribuzione di massa di una major? Differenziate il vostro lavoro?
Come detto prima, la distribuzione si rivolge alle piccole medio realtà editoriali. L’importante è capire che la distribuzione non effettua il lavoro di vendita; distribuire è una cosa, vendere è un’altra. Libri Diffusi non fa promozione diretta nelle librerie; tuttavia organizziamo eventi letterari in tutta Italia, perché il sottoscritto ama tantissimo presentare libri di autori minori. Gestire e avere di supporto anche un’agenzia eventi aiuta molto.
Ho iniziato nel giugno del 2009 con la mia ex libreria e a oggi posso dire con molto orgoglio di aver superato i duecento eventi gestiti più o meno interamente da me.


4 – Quali sono i punti di criticità del lavoro per l’una o l’altra CE?
Le difficoltà sono spesso legate spesso a librerie, soprattutto quelle di catena, che non vogliono collaborare con piccoli editori, nonostante siano distribuiti regolarmente. Per alcuni Libri Diffusi non esiste nemmeno, quando invece è presente sul mercato dal settembre del 2011. Così il libro del piccolo editore rimane fuori dalla porta della libreria, nonostante basterebbe una telefonata o un’e-mail per farlo entrare senza difficoltà.

5 – Come vi approcciate con le librerie?
Solitamente è la libreria che cerca il distributore per avere una o più copie di un editore distribuito. Mi capita spesso di dover contattare punti vendita per chiedere la disponibilità a tenere delle copie in deposito di un/a determinato/a autore/trice di una casa editrice cliente; in quel caso l’approccio dev’essere basato sulla massima delicatezza e buona educazione. I colleghi librai (si, mi sento ancora libraio nonostante abbia chiuso il negozio il 31 luglio del 2011….uno dei giorni più tristi di tutta la mia vita) ricevono ogni giorno proposte di collaborazione e allora il segreto può essere farli sentire protagonisti del successo di un libro e soprattutto non dare per scontato che il conto deposito sia accettato. Le mie librerie fiduciarie ricevono le schede con le novità ma NESSUNA ha l’obbligo di acquisto, ne di tenere in deposito, anche in piccole quantità, il volume da me proposto. Io sono poco favorevole ai conto depositi ma posso capire come la pensano i librai, soprattutto in questo periodo.

6 – Facciamo un po’ di numeri. Qual è la percentuale di lavoro nella distribuzione delle major e delle piccole CE?
Non mi sento proprio di fornire stime esatte; cosa posso dire è che la differenza è abissale.
Libri Diffusi ha fatto il grande salto un anno e mezzo fa, quando ha iniziato a collaborare a pieno regime con il gruppo Emmelibri; i numeri sono cambiati di parecchio.

7 – Parlando delle piccole CE, che spesso lamentano problemi proprio con la distribuzione capillare in tutta Italia e trovano forme alternative per arrivare al lettore, voi cosa proponete per risolvere questo empasse?
Bella domanda!!! Io sostengo fermamente che il primissimo passo per la vendita di un libro di un piccolo editore, è il coinvolgimento a 360° dell’autore/trice stesso/a. Chi meglio di lui/lei conosce il proprio prodotto editoriale? Una volta che costui/ei capisce come vendere e soprattutto a chi vendere, questo agevola non poco il lavoro della casa editrice, che solo a quel punto può combinare una sinergia con la distribuzione e arrivare a vendere fino a cento copie in una settimana, che non è poco. Quello che ho raccontato, è successo. E’ importante conoscere bene il ruolo della distribuzione e non limitarsi a pensare che sia solo quella che vende. Le difficoltà nascono quando c’è poco dialogo tra noi e le case editrici. Io posso asserire convinto di avere un dialogo, più o meno continuo con tutte le mie case editrici clienti. Con qualcuna di queste mi sento di più, forse anche perché è nato un rapporto d’amicizia, ma la mia attenzione non manca davvero a nessuno. Altre difficoltà sono spesso legate al fatto che alcune agenzie hanno difficoltà a mandare una copia sola mentre Libri Diffusi non ha problemi di nessun tipo; essendo stato libraio cerco di agevolare le librerie il più possibile. Con questo non voglio assolutamente giudicare il lavoro di nessuno, soprattutto se con più esperienza di me. Sia con le case editrici evito di farmi mandare libri in deposito, anche per mancanza di spazio, sia con le librerie. Secondo me ’azione di marketing dev’essere mirata a una vendita quasi sicura, nel rispetto di ogni parte, anche per evitare di spendere soldi in spedizioni.

8 – Questa iniziativa è a sostegno della medio-piccola editoria, voi cosa potete dire grazie alla vostra esperienza nel settore, per spingere i lettori a scegliere un titolo di una piccola CE piuttosto che di una major?
Lotto da anni con tutte le mie forze perché la Microeditoria in Italia possa avere il successo che merita. Spesso nel piccolo editore si nasconde il grande talento che non può emergere, solo perché non conosciuto/a al grande pubblico e questa cosa non riesco a digerirla proprio.
E ne ho conosciuti davvero tanti in questi anni. Nella piccola editoria ho trovato e provato grandi emozioni, in una grande troppo spesso lo stereotipo.
Nel suo piccolo Libri Diffusi continua la sua lotta e non intende mollare il colpo…chi crede nel mio progetto, mi segua pure.
Grazie dell’intervista e scusate se a volte ho divagato un po’.


Grazie a te, Achille, a nome di tutta Magla l'isola del libro.

#iosostengolapiccolaeditoria - Appena nata ma piena di grinta letteraria: I DONI DELLE MUSE

Per l'iniziativa del blog Magla l'isola del libro a sostegno della piccola editoria oggi vi presentiamo la nuovissima casa editrice I DONI DELLE MUSE.




ABOUT


I Doni delle Muse Edizioni raccoglie tutte le pubblicazioni dell’Associazione Culturale omonima. Si tratta di una realtà non a scopo di lucro con finalità divulgativa rivolta tanto agli adulti quanto ai bambini, mirata alla riscoperta della cultura tradizionale e popolare e alla valorizzazione della letteratura classica, medievale e rinascimentale.  Ampio spazio destiniamo anche alla narrativa fantastica e storica, oltre alla riduzione di testi classici per bambini con un programma di diffusione culturale rivolto a scuole e biblioteche. La nostra attività divulgativa include presentazioni, conferenze, letture e lezioni/concerto.
Trovate informazioni sul nostro lavoro di ricerca sulle arti performative antiche qui: idonidellemuse.wordpress.com
Buongiorno a tutti, oggi presentiamo I Doni delle Muse, Associazione Culturale di Milano, con numerosi collaboratori e associati, otto scrittori pubblicati (e numerosi autori di racconti) e un catalogo di quattordici opere.

  1. Magla: Da quanto tempo operate nell'editoria?
    I doni delle muse: Nel campo dell'editoria da pochi mesi, ma la pubblicazione di libri è stata l'inevitabile conseguenza di un lavoro di studio e ricerca iniziato dieci anni fa. La nostra Associazione opera da sempre nel campo della divulgazione del teatro, della musica e della letteratura con particolare attenzione al periodo compreso tra Antichità e Rinascimento.
  2. M: Su che tipo di pubblicazioni vi siete specializzati?
    I: Ci occupiamo principalmente di quattro settori: letteratura fantastica, narrativa storica, romanzi d'avventura e adattamenti per bambini e ragazzi di grandi classici dell'epica e della poesia. Per scelta selezioniamo solo testi che mantengano un legame con i nostri campi di studio.
  3. M: Qual è il vostro pubblico di lettori, a chi vi proponete?
    I: Cerchiamo di avvicinare ai temi da noi trattati il pubblico più vario, senza preclusioni, attraverso un intenso lavoro divulgativo sotto forma di conferenze/spettacolo e interventi nelle scuole.
  4. M: Quanto puntate sulle pubblicazioni cartacee e quanto invece sugli ebook?
    I: Per ora ci siamo occupati soltanto di pubblicazioni cartacee, ma per il 2015 faremo sicuramente uscire alcuni dei nostri titoli sotto forma di ebook. Escludiamo la possibilità di pubblicazioni esclusivamente digitali: data la natura della nostra Associazione privilegiamo i rapporti diretti con il pubblico rispetto a quelli virtuali.
  5. M: Quanti titoli sono previsti in catalogo per il 2015 e quanti ne ipotizzate per il 2016?
    I: Di sicuro pubblicheremo almeno altri quindici titoli per il 2015, nove dei quali sono già stati scelti. Ma non ci precludiamo nessuna possibilità. Il 2016 invece è ancora lontano. Vedremo.
  6. M: Quali sono i problemi che incontrate come piccola CE nel mondo editoriale? In che modo li arginate o li risolvete?
    I: Dobbiamo dire che in realtà non abbiamo trovato particolari ostacoli, anzi, da quando abbiamo iniziato sono state tantissime le persone che ci hanno aiutati, hanno pubblicizzato le nostre attività e ci hanno seguiti. Anche il numero di persone che ci sostengono, acquistando i nostri titoli e pubblicizzandoli, continua ad aumentare. Tenete però presente che noi siamo un'Associazione no profit, pertanto non abbiamo gli obiettivi di crescita economica che, giustamente, hanno tutte le aziende. Il nostro è un obiettivo puramente divulgativo e artistico: nella realizzazione di questo non possiamo che dichiararci soddisfatti.
  7. M: La grande distribuzione è uno dei problemi che affligge le piccole CE: nelle librerie trovano sempre più spazio titoli delle major e sempre meno posto è dedicato ai volumi proposti dalla piccola editoria, così come la disponibilità per incontri e presentazioni. Avete trovato idee alternative a ciò?
    I: Anche in questo caso, le nostre difficoltà sono poche. A noi interessa soprattutto incontrare di persona il pubblico e divulgare la nostra attività, più che essere presenti in tutte le librerie. Presentazioni e incontri non hanno mai rappresentato un problema: forse perché siamo attivi e conosciuti sul territorio nel campo della musica e del teatro da circa dieci anni, di solito librerie, biblioteche e altri contesti culturali accolgono con entusiasmo i nostri incontri/spettacolo, in cui spesso eseguiamo musica dal vivo.
  8. M: Ritenete che internet sia un buon veicolo per la vendita dei vostri volumi? Vendete tramite il vostro sito o siete presenti anche nei maggiori store on line?
    I: In realtà vendiamo soprattutto in forma diretta. In ogni caso, i nostri libri sono disponibili in tutti gli store online.

  9. M: Quali ambiti intendete sviluppare tramite i mezzi informatici? In che aspetto internet è una risorsa per voi?
    I: Internet è senza dubbio un ottimo strumento pubblicitario e ne riscontriamo la grande utilità soprattutto per creare progetti con nuovi autori.
  10. M: Pensate di sperimentare canali alternativi di vendita, oltre alle fiere e presentazioni?
    I: Abbiamo sperimentato di tutto, ma accettiamo suggerimenti! Di sicuro i concerti e gli spettacoli, così come i laboratori artistici nelle scuole, hanno sempre rappresentato un ottimo momento per la vendita dei libri.
  11. M: I social network in che modo possono essere una risorsa per una piccola CE che non arriva a una distribuzione capillare dei suoi prodotti?
    I: Sono ottimi strumenti pubblicitari, ma non sostituiscono il contatto diretto con i lettori
  12. M: Parliamo ora dei rapporti con gli altri attori del mondo editoriale. Partiamo dagli scrittori: con che criteri selezionate i vostri autori? Pubblicate anche esordienti? Com'è impostato il rapporto CE-autori?
    I: Innanzi tutto, preferiamo avere a che fare con autori consapevoli che i nostri criteri di selezione sono connessi a un'idea artistica molto precisa, che si può conoscere attraverso le nostre attività e le nostre pubblicazioni. Desideriamo autori seri, motivati, che abbiano voglia di lavorare, consapevoli del fatto che avere scritto un romanzo rappresenta solo l'inizio del lavoro vero: l'editing, le presentazioni e la promozione. Purtroppo è raro riscontrare questa consapevolezza negli esordienti, che tuttavia non escludiamo a priori (abbiamo già messo sotto contratto due ottime autrici).
    Essendo una realtà rigorosamente non a pagamento, l'autore deve essere consapevole che l'utente finale è il lettore, che paga per leggere un testo curato nei minimi dettagli: nelle nostre pubblicazioni in nessun modo la cura del testo deve essere intesa come un servizio editoriale rivolto all'autore. Il testo viene sottoposto a un editing rigorosissimo a più livelli, fatto a quattro mani, i cui dettagli vengono discussi prima ancora della proposta del contratto. D'altra parte riteniamo che se non si condividono gli stessi obiettivi non sussistano i presupposti per la pubblicazione.
  13. M: Che rapporto avete con i blog letterari o lit blog? Pensate che possano influenzare il mercato editoriale e condizionare le scelte dei lettori? E se sì, ciò può essere una risorsa?
    I: I blog letterari sono indispensabili per farsi conoscere ai lettori. Sicuramente, una recensione o un'intervista possono incuriosire e portare all'acquisto di un libro. Da non sottovalutare inoltre il fatto che potrebbero essere mezzi anche per fare interessare ottimi scrittori all'attività della casa editrice.
  14. M: Adesso veniamo a uno dei tasti dolenti: gli Editori a Pagamento (Eap), secondo voi quali sono le ragioni per questo fenomeno, sempre più dilagante? Vi hanno tolto fette di mercato o sono due segmenti differenti, che non interagiscono tra loro?
    I: Vi darò una risposta poco popolare, ma la ragione principale per cui esistono le case editrici a pagamento è l'approccio che molti autori hanno nei confronti del proprio lavoro: non come creazione artistica (che in quanto tale deve sempre presupporre un rapporto con il pubblico), ma come strumento di vanità. La vanity press non può essere definita editoria: è una scorciatoia in cui i soldi sostituiscono una valutazione obiettiva del lavoro svolto. Non si pubblica, si acquistano servizi.
    La pubblicazione nasce dall'incontro tra un editore, un autore e un terzo elemento imprescindibile: il lettore. Un incontro che presuppone una volontà di lavorare insieme per creare qualcosa di migliore rispetto al testo grezzo presentato dall'autore. Nella vanity press questo rapporto è depauperato del terzo elemento e la relazione si sviluppa esclusivamente tra editore (venditore) e autore (cliente finale).
    Il vero problema che la massiccia diffusione della vanity press ha portato con sé è che per tanti, troppi, pubblicare con una casa editrice free (ovvero con una casa editrice normale) significa semplicemente ricevere servizi gratuiti: vanity press gratuita. Inutile dirvi che noi scartiamo immediatamente questa tipologia di autori.
  15. M: E che giudizio date sul sempre più dilagante fenomeno dei Self? Ciò per voi è una risorsa o un ulteriore elemento di depauperamento dell'intero sistema editoriale?
    I: Dipende da come l'autore si approccia al self. Se affrontato in modo consapevole (il che implica anche un lavoro professionale sull'editing e la copertina) può essere una valida alternativa alla pubblicazione tradizionale.
  16. M: Come perseguite il difficile lavoro di CE onesta, che supporta i propri scrittori, spesso esordienti, senza chiedere nulla in cambio se non il loro talento? Cosa vi spinge a proseguire su questa filosofia, nonostante la profonda crisi che ha investito anche il mondo letterario?
    I: La crisi ha investito tutti i settori, non solo quello letterario, ma ci opponiamo alla tendenza generale che vede una maggiore povertà anche per quanto concerne la qualità artistica e i contenuti. Riteniamo che l'unica possibilità per un rapporto etico con i nostri autori e i nostri lettori consista nel lavorare al meglio delle nostre forze offrendo libri belli, appassionanti e curati, anche a dispetto della commercialità.
  17. M: Volete dire qualcosa ai vostri lettori?
    I: Speriamo di farvi innamorare dei nostri libri quanto li abbiamo amati noi, dal primo istante.
  18. M: E ai vostri scrittori?
    Se vi abbiamo scelti, è perché siete i migliori
Ringraziamo I doni delle muse per aver aderito all'iniziativa #iosostengolapiccolaeditoria